Oggi ho fatto esperienza, non è la prima volta ma da un po’ non mi accadeva, della stupidità umana ovvero di come la legge non sia fatta per l’uomo ma l’uomo per la legge.
Principio di organizzazione ovvero rifiuto della facoltà di pensare in favore della mera applicazione di una “legge”.
Non ho fatto la guerra, non ne vale la pena, resto convinto che la scelta perversa non paghi, sul lungo periodo; la superiorirtà gerarchica non garantisce l’immunità dal giudizio.
Oggi leggo anche le notizie sui due marò prigionieri in India (paese amico si diceva): l’impressione è che siamo davvero sull’orlo del baratro perchè le nostre forze politiche sono ridicolmente incapaci di affrontare con dignità ed efficacia una così grave crisi diplomatica.
Siamo alla fine di un’epoca (e spero che la cosa non si prolunghi ancora tanto tempo) perchè credo sia difficilmente sostenibile una situazione in cui tutti litigano con tutti, per motivi più o meno ameni.
Assessori regionali siciliani che insultano deputati (donne?), accusandoli(e) di essere tr..ie, ministri degli esteri che si dimettono in dissenso dal governo, presidenti della camera che litigano con magistrati, giornalisti che alimentano incendi che dovrebbero essere estinti; abbiamo perso il senso del ridicolo.
Unisco stupidità individuale (nel primo caso di cui ho parlato) e collettiva, perchè è in crisi l’idea stessa di persona come istituzione giuridica.