Ci sono capitato quasi per caso a Casa Romei, un museo delizioso, da visitare per vedere una casa rinascimentale in quel di Ferrara, unica casa di cui si è scoperta una piscinetta riscaldata, particolare curioso.
All’inizio c’è un bel lapidario, con alcune opere davvero di squisita fattura: dalle Madonne in trono col Bambino ad un medaglione marmoreo col ritratto di profilo di Borso I d’Este, a due rilievi di romani.
Molto bello il san Michele arcangelo di Andrea Ferrari (siamo in pieno Settecento), purtroppo disarmato e sbilanciato (insomma gli mancano la spada e la bilancia) ma meritano attenzione anche un bel pulpito, un tabernacolo ed il monumento sepolcrale di Tomasina Gruamonti Este di cui sono da segnalare il putto alato ed il tondo col ritratto della defunta, opera di Alvise Lamberti: di detta Tomasina come pure del Lamberti non ho trovato ulteriori tracce.
Ci sono da vedere anche altre belle opere, in bronzo non solo marmoree, ma pure in stucco come la Madonna col Bambino di Donatello; molto curiosa, invece, la presenza della testa e della mano che regge il globo (ai tempi non c’erano terrapiattisti) di Napoleone, uniche parti sopravvissute della statua posizionata in Piazza Ariostea, rimossa ai tempi del ritorno dei beneamati austriaci.
Dovrebbero tenere a mente le vicissitudini delle statue di Piazza Ariostea coloro che pensano di immortalare la (propria o altrui) memoria con opere di marmo o di bronzo (come già ammonivano Orazio col famoso “Exegi monumentum aere perennius” e Shakespeare … “When wasteful war shall statues overturn,/ And broils root out the work of masonry” …): sin dagli inizi la caducità dei propositi umani è evidenziata dalla rottura di una delle due colonne previste come basamento per il non realizzato monumento a Ercole I d’Este (voluto da lui medesimo), in seguito vi vene trasportata la statua di Papa Alessandro VII (che era originariamente in piazza Duomo), ovviamente mal gliene incolse perché i barbari franzosi (chiamati Frenetici in uno scritto dell’epoca) fecero a pezzi il Papa per sostituirvi il simulacro della Libertà.
Quest’ultima, notoriamente sbandierata per meglio eliminarla, venne sostituita dall’effigie di Napoleone (i resti sono esposti proprio qui, come appena detto) a sua volta decolonnizzato in pro della statua di Ludovico Ariosto, scolpita da Francesco Vidoni, che resiste dal 1833 (ed essendo un letterato piuttosto innocuo non dovrebbe temere danni per il futuro a meno che i neo barbari della cancel culture non gli dichiarino guerra per qualche verso politicamente scorretto che sicuramente deve avere scritto, ma vedremo …)
Non lasciatevi sfuggire lo splendido san Nicola di Tolentino di Alfonso Lombardi che ha creato anche una formella con la Deposizione di Cristo, insomma una raccolta eterogenea ma piacevolissima.
Anche nel Museo di Casa Romei non manca la tragica vicenda di Ugo e Parisina: alcuni disegni di Gaetano Previati sono dedicati proprio agli sventurati amanti; devo dire che Previati è, ai miei occhi, un tipico pittore ferrarese e non tanto per ragioni di nascita quanto per le atmosfere che sa creare.
Venendo, invece, alle decorazioni parietali, non mancano le grottesche, di gran moda credo, nel Rinascimento, ma da non perdere è la sala delle Sibille, una stanza dove le 12 profetesse si ergono davanti ad un roseto sostenuto da un recinto di canne intrecciate.
Oltre alla sala delle Sibille c’è pure quella dei Profeti, sempre rappresentati in un roseto.
La sala di Tobiolo e l’angelo (che racconta la storia di Tobia e l’arcangelo Raffaele), quella di Davide e Golia e la sala verde sono ambienti da guardare con attenzione, insomma, il museo di Casa Romei è un’altra tappa della visita della città estense da non sottovalutare.
Ferrara, 26 gennaio 2023, memoria dei santi Timoteo e Tito