Ho letto la bella intervista di Giacomo Contri su Italia Oggi del 14 settembre; da questa ho preso un’idea che mi è piaciuta tantissimo: “Io dico che questo è un vero comportamento laico, ma se ci si pensa bene è un vero comportamento cristiano: il cristianesimo vuole l’uomo libero nei suoi movimenti. Non per opposizione alle idee cattoliche dominanti, non per disobbedienza alle autorità, ma semplicemente perché ha avuto questa idea. Questa è la libertà: muoversi per una propria idea, non per opposizione a un’altra.”
Il riferimento è alla frequentazione avuta, anni fa, dal Sovrano Pontefice felicemente regnante, con una psicoanalista ebrea, ma non è questo che mi interessa.
Quel che mi è piaciuto è la definizione di libertà come movimento per una propria idea e non per opposizione a un’altra.
Criterio da usare per l’esame di coscienza o, meglio, per trarre il bilancio di ogni 24 ore, cioè giornata, che il Signore ci concede.
Giunto a sera, prima di addormentarmi, potrei con profitto chiedermi se e quali pensieri ho coltivato e quali tra questi sono frutti della mia elaborazione e quali, invece, sono parassitati o dovuti all’opposizione ad altri.
Siamo in presenza di uno scibboleth ad uso personale, anzi individuale ma con valenza universale e non bellicoso.
Ad esempio, se applicato alla politica non resta praticamente nulla, ma anche questo è poco interessante.
Quel che mi interessa è l’uso personale, altrimenti rischia di diventare un’arma contundente, un’obiezione al rapporto, sebbene ammantata di nobili paludamenti.
Oggi, ad esempio, sono stato fortemente tentato, ma grazie a questo scibboleth ho vinto la tentazione.
Mi spiego meglio: ho letto alcuni post di un consigliere comunale di Reggio Emilia, tal De Lucia Dario, che ha accusato il sindacato di cui sono iscritto di essere di destra. Ha continuato esprimendo valutazioni sulla polizia municipale, sul suo ruolo, sulle dotazioni di sicurezza che sono state bocciate (bastone estensibile e spray al peperoncino) per la quinta volta da consiglio comunale reggiano.
Le considerazioni di questo giovane (se questi sono i giovani che aspirano a governarci ben ritorni la gerontocrazia) mi hanno irritato per il pressappochismo e i preconcetti ideologici.
Mi era venuta la tentazione, forte, di scrivere qualche commento, poi ho deciso di lasciar perdere e per un paio di motivi.
Il primo, molto banale: non vale la pena stare a discutere (casualmente, in treno, stavo leggendo un libro da cui traggo questa citazione che calza a pennello: “Un’ideologia ha veramente successo quando perfino i fatti che a prima vista la contraddicono si traducono in argomenti a suo favore”) [da L’oggetto sublime dell’ideologia – Slavoj Žižek].
Il secondo è non meno semplice: accettando la discussione, senza meta, cioè conclusione soddisfacente con tal consigliere (discussione virtuale, ovviamente), avrei sostenuto delle tesi in opposizione, cioè gli avrei riconosciuto un potere su di me che non merita e non lo merita non per un criterio di superiorità ma semplicemente perchè non ha un pensiero da partner; non c’è convenienza, almeno per il momento, ad avere a che fare con un siffatto pensiero.
Ecco che l’idea di pensiero libero, cioè non in opposizione (libero di e non libero da) mi ha aiutato a lasciar perdere una questione inutile.
Il pensiero libero, inoltre, non è una qualità innata, ma il frutto, possibile, di un lavoro, più o meno lungo questo importa poco: è un’offerta che si riceve nell’infanzia, una proposta eccitante alla quale il bambino normalmente consente e fa propria salvo venire poi attaccato e destituito (essendone complice nella sua ingenuità); servirà un certo lavoro per ricostituire quanto corrotto.
Parma, 20 settembre memoria del Beato Tommaso Johnson Sacerdote certosino, martire