Ecco in sintesi il secondo capitolo del libero di George L. Mosse dedicato a Nazionalismo e sessualità.
Al momento non ho molto da aggiungere a quello che l’autore argomenta; tutto è ottimo materiale per riflettere sui miti fondativi del secolo breve e che prolungano ombre sinistre anche sulla situazione attuale.
Parallela alle sfide che il decadentismo stava portando alla società borghese, un diverso tipo di attacco alla rispettabilità stava prendendo piede in Germania ed in Inghilterra; una riscoperta del corpo come ricerca dell’autenticità, di contro all’artificiosità della vita moderna: natura eterna contro modernità.
Questo genere di ribelli non intendeva nascondere il corpo come richiedeva, invece, la società; al contrario questo doveva essere esposto alla luce del sole e alla natura; la ricerca del naturale e l’esaltazione della natura, che erano state un ideale borghese, ora si ritorcono contro, e furono proprio i figli della borghesia a guidare la rivolta che coinvolse i movimenti giovanili, lo sport e addirittura una nuova coscienza nazionale.
Il corpo umano riscoperto da questi ribelli è diverso sia dalla sensualità dei decadentisti sia da quello dei nudi realistici dipinti da Ingres, Manet e Hans von Marées; le donne nude di questi ultimi erano seducenti ma distanti, da ammirare ma lontane dalla realtà, utili per creare un senso di estatica ammirazione.
Alcuni dipinti, invece, quali quelli di Courbet, sollecitavano la fantasia e, assieme a varie litografie, poterono servire come genere pornografico fino a che non furono soppiantate dalle cartoline illustrate.
La riscoperta del corpo che sfidò la rispettabilità non voleva incoraggiare la sensualità ma era espressione del desiderio di autentico, che si opponeva atteggiamenti morali ipocriti allora prevalenti; i figli della borghesia attaccarono l’ipocrisia dei padri in quel valore che era la vergogna del corpo ed il timore della nudità, fondamentali per la rispettabilità, ma ora considerate artificiali e innaturali.
Questa riscoperta del corpo fu particolarmente significativa in Germania dove, fin dall’inizio del XIX secolo, i ginnasti indossavano speciali uniformi che minacciavano la rispettabilità; queste uniformi, però, venivano anche difese con richiami alla bellezza degli atleti greci; il richiamo alla Grecia testimonia come i nudi scultorei di Winckelmann fossero diventati patrimonio della rispettabilità della classe media in quanto considerati privi di sensualità e di richiamo sessuale.
Grecia e natura furono connesse in modo tale che l’esposizione del corpo alla natura incontaminata lo liberasse dalla sessualità; gli scritti nudisti, infatti, si rifacevano a Grecia e natura per sostenere le loro teorie e non a caso il movimento nudista tedesco, inizialmente, si chiamava “cultura del sole e della luce”.

Alla fine del XVIII secolo venne in auge la moda dell’abbronzatura, in contrasto con l’ideale del biancore tanto sostenuto da Winckelmann il secolo precedente; nel primo Ottocento il sole era considerato come nocivo alla salute anche se l’analogia fra il sole, la luce e la rigenerazione nazionale erano già presenti in Germania nei modelli coi capelli biondi e gli occhi azzurri.
Tra XIX e XX secolo, però, prese piede l’idea del sole come grande guaritore ed in effetti, l’esposizione al sole era usata come coadiuvante nella cura della tubercolosi; a quel punto nascondere il proprio corpo al sole poteva essere visto come un segno di malattia morale e mentale.
Il nudismo fu un aspetto di un grande movimento interessato a riformare la vita e rigenerare l’uomo e la società, col ritorno alle forze genuine della natura nelle forme del vegetarianismo, della salubrità della natura, della riforma agraria, della difesa delle città giardino e del rifiuto dell’alcolismo.
I movimenti per la riforma della vita avevano la preoccupazione costante di rendere rispettabile la nudità; la crescita del movimento nudista coincise con l’affermazione della fotografia, peraltro, proprio nel momento in cui questa stava diventando il principale veicolo della pornografia: l’attacco al nudismo fu rivolto particolarmente alle sue riviste, accusate di diffondere la pornografia; la difesa, al contrario, tentava continuamente di dimostrare che quei nudi non solleticavano i più bassi istinti dell’uomo.
Il contesto naturale fu molto utilizzato per dimostrare la legittimità del nudismo, così come il sole; nudità, sole ed acqua, con la prima guerra mondiale, diverranno simboli di pulizia, bellezza e innocenza, in contrasto con morte e distruzione.

Acqua e splendore del sole furono simboli importanti, durante la guerra, anche per l’Inghilterra: la nascita degli stereotipi nazionali fu basata su capelli biondi, occhi azzurri e biancore della pelle, questi erano i segni della razza superiore sia in Germania che in Inghilterra; questo stereotipo raggiunse il culmine del successo con la prima guerra mondiale con Rupert Brooke in Inghilterra o l’eroe di Walter Flex, Ernst Wurche in Germania, che corrispondevano pienamente a questo modello biondo e solare, oltre a essere delle figure pastorali che incarnavano, ancor più, la nazione, rappresentata da simboli preindustriali che le conferivano quell’immutabilità che non era possibile alla modernità.
Il simbolismo nazionale e lo scenario della nudità arrivarono a coincidere grazie all’opera dei movimenti nudisti conservatori che sostenevano la nudità come forma di rigenerazione della razza; questi arrivarono a sostenere che l’atto sessuale nel matrimonio doveva essere compiuto solo a scopo riproduttivo e non caricato di piacere erotico.

Il pensiero di Richard Ungewitter, uno dei fondatori del movimento nudista e capo di una sua componente di destra: come gli stranieri dovevano essere espulsi dalla Germania, così i “corpi estranei” dovevano essere eliminati dal corpo umano, quindi regime vegetariano e rifiuto di fumo e alcol; disprezzo per i medici che rifiutavano questa riforma di vita e, per via del controllo delle nascite, avevano provocato un eccesso di sessualità illecita, pericolosa perché possibile causa del declino della Germania.
Altro pericolo era la masturbazione: la masturbazione era il nemico mortale della virilità; anche il cristianesimo era un nemico per la sua eccessiva pudicizia: se le donne avessero potuto vedere i maschi tedeschi nudi non avrebbero desiderato maschi di altre razze.
Lo sforzo che compì il movimento nudista fu di integrare il nudismo nella rispettabilità; il collegamento tra natura e mistica nazionale doveva servire a rafforzare il tentativo di trascendere sessualità e sensualità.
Durante l’Ottocento il nazionalismo assimilò molti dei movimenti sociali, economici e culturali che avevano avuto successo, come nel caso del nudismo e della riforma della vita; la “natura” ricambiò il favore conferendo un nuovo genere di immutabilità, utile come sfondo al corpo nudo, svuotando così la minaccia alla rispettabilità.
Il movimento giovanile tedesco fu una di queste organizzazioni, una tra le più significative attraverso cui la riscoperta del corpo divenne una componente della nuova realtà tedesca; questo stile di vita divenne un aspetto della ricerca di una nuova Germania, libera dall’ipocrisia, forte interiormente e simboleggiata dalla natura, dal cameratismo e dalla bellezza umana.
Il movimento giovanile tedesco propose un’autentica vita comunitaria, nella campagna, cercando di riscoprire quei sentimenti che i giovani pensavano di avere perduto in città; essi cominciarono a prendere il sole e a nuotare nudi, il corpo rinvigorito e abbronzato divenne componente dell’ideale di bellezza del movimento: era di nuovo la Grecia il riferimento; fu riproposta la contrapposizione tra artificiosità e naturalezza, i giovani sostenevano che “nudità uguale verità”; questi giovani si ritenevano estranei alla società dei padri e cercavano una loro strada attraverso un’affinità collettiva che coinvolgeva tutti gli aspetti della vita.

Nel movimento giovanile era, comunque, presente anche una forma di erotismo, tipica di una comunità maschile che aveva escluso le donne e, solo più tardi, le avrebbe accettate con estrema riluttanza.
Nonostante gli scopi molto elevati il movimento giovanile tedesco all’inizio fu considerato un attentato alla rispettabilità poiché, tra l’altro, dava adito al sospetto di pratiche omosessuali, la cui paura era un’ossessione di questi movimenti.
Chi cercava di riconquistare il proprio corpo e la natura, liberandosi da ipocrisia e artificiosità borghesi, cercava anche una comunità di affini e questa non poteva che essere la nazione; ciò contribuì a spiritualizzare questa nuova sensualità e a integrare le nuove scoperte nelle vecchie convenzioni sociali.
Il movimento giovanile, come quelli di nudisti e riformatori della vita, cercava di escludere l’erotismo dalle relazioni tra i propri associati, perché ritenuto privo di controllo, proponendo invece una sorta di patriottismo interiore: natura e animo germanici avrebbero impedito il sorgere della sensualità nell’amicizia maschile; fu quindi, fin dalle origini, un movimento puritano che incoraggiò il matrimonio in giovane età e la castità che doveva precederlo, in modo che la concupiscenza egoistica non la vincesse sullo spirito cameratesco; era un movimento, insomma, che si preoccupava del declino della moralità.
Mentre il movimento giovanile pensava al suo sogno di una nazione autentica, la ricerca di una rigenerazione nazionale procedeva in un’altra direzione anche se sempre all’interno di un männerbund saturo di omoerotismo sebbene più mascherato di quello del movimento giovanile.

Il poeta Stefan George creò un cenacolo dove riunire alcune delle migliori menti tedesche: il poeta come profeta intuitivo non era una novità come Nietzsche, Wagner e D’Annunzio avevano mostrato; il rinnovatore di sé che avrebbe rinnovato anche l’intera nazione va visto sullo sfondo un impeto romantico e di una rinnovata enfasi dell’essenza irrazionale dell’uomo.
George e la sua cerchia, dal 1904 in avanti, volevano tornare alla purezza della natura e, benché esaltassero la forza primitiva, la moderarono con la bellezza maschile come era stata concepita in Grecia; il poeta sosteneva che la bellezza dell’anima si rispecchiasse in quella fisica, così egli propose il giovane Maximin

quasi come un dio vivente e, dopo la sua morte, come il simbolo della “Germania segreta” che stava per apparire. La sua idea era che la redenzione era in ciò che stava per apparire per opera di un’élite guidata dal profeta, il libro di poesie di questo autore fu, non a caso, una delle letture preferite dei volontari della prima guerra mondiale.
George selezionava i discepoli soprattutto in base al loro aspetto, questi giuravano obbedienza e promettevano di vivere in maniera casta e frugale, senza lussi; il poeta dominava questo circolo incoraggiando una mistica del comando che avvolgeva ogni suo gesto nel mistero: egli coltivò un distacco ed uno sguardo fisso in lontananza che nelle foto lo facevano assomigliare alle immagini dei santi; il suo “ordine dei templari nello Stato” aveva la missione di custodire la “Germania segreta” fino a quando il Reich sarebbe rinato dalla bellezza di corpo e anima, a quel punto sarebbe sorta un’era eroica nella quale i tedeschi avrebbero ricordato i loro grandi e ne avrebbero seguito l’esempio.
Il nuovo capo si sarebbe circondato di discepoli simboli viventi della bellezza, il resto del popolo tedesco avrebbe praticato l’autodisciplina e si sarebbe sottomesso volentieri.
Anche D’Annunzio, in Italia, credeva nella redenzione attraverso i profeti e la bellezza; questi vaghi concetti di rinascita nazionale, basati su miti e simboli, più che progetti realizzabili furono adottati dal fascismo, così D’Annunzio ispirò riti e cerimonie fasciste e George fu fatto proprio dai nazisti anche se tale movimento popolare di massa era all’opposto di quell’aristocrazia che il poeta vedeva come custode della Germania segreta.
L’influenza di George si diffuse, comunque, tra gli intellettuali, sia tra gli oppositori a Hitler, sia tra i suoi sostenitori, anche se George morì in esilio, dopo aver rifiutato di presiedere l’accademia delle lettere di Goebbels.
Nel circolo di George l’omoerotismo fu il principale agente del rinnovamento nazionale: mai, né prima né dopo, omoerotismo e nazionalismo furono così connessi; l’omoerotismo era la sublimazione del desiderio sessuale ed infatti il poeta non perdonò mai i discepoli che decisero di sposarsi poiché alle donne la sua cerchia era assolutamente vietata.
Sebbene nel circolo del poeta vi fosse molto di teatrale esso non può essere confuso con il decadentismo come invece fu per D’Annunzio o Oscar Wilde, fu quindi una delle tante strade autonome che consolidarono il mito della bellezza maschile.
La riscoperta del corpo in Germania fu imbrigliata nelle forze immutabili della nazione, della natura, dell’armonia e dell’equilibrio della bellezza greca; un gruppo di giovani artisti e scrittori, all’inizio del XX secolo, impropriamente definiti “espressionisti”, cercò di esprimere le proprie passioni in modo indisciplinato rispetto ai modi del movimento giovanile o a quelli del cenacolo di George; per loro nulla era immutabile, anzi, essi volevano affermare che tutto era in movimento, secondo l’affermazione di Nietzsche che “la società mette a dormire le passioni”.
Questi artisti portarono un’offensiva importante contro la rispettabilità; alcuni di loro esortavano all’omicidio di tutti i borghesi, cioè dei propri padri, ed infatti scrissero opere sul parricidio; dopo la prima guerra mondiale molti, però, divennero socialisti oppure entrarono nella destra estrema, si appoggiarono cioè a chi condivideva l’importanza attribuita all’anima e agli istinti, ma a quell’epoca ormai essi stavano invecchiando e del loro slancio di liberazione sessuale non rimase quasi nulla.
A differenza che in Germania, in Inghilterra la riscoperta del corpo non fu legata ad una rivolta giovanile o allo sforzo di rinnovare la nazione ma influenzò le élite e la sensibilità letteraria.
I temi dell’omoerotismo furono molto più espliciti in Inghilterra, incoraggiati dalle scuole pubbliche maschili di Oxford e Cambridge: anche qui il corpo nudo e abbronzato acquistò una certa importanza simbolica, l’Inghilterra aveva una tradizione che datava all’ultimo trentennio dell’Ottocento, di poesia autoerotica, assente invece in Germania.
Con la prima guerra mondiale, con i giovani divenuti soldati, questa poesia si inserì nella tradizione letteraria inglese e iniziò a darsi degli accenti nazionali anche se, a differenza della Germania, la bellezza maschile non fu il simbolo della nazione o del paesaggio nazionale, ma soltanto un aspetto della sensibilità letteraria individuale.
In Inghilterra ci fu come in Germania, nell’ultimo decennio del XIX secolo, un movimento per il ritorno alla natura, ma in questo caso il nudismo non si schierò a destra anzi, fu patrocinato da figure come quella di Edward Carpenter, che era un socialista utopista e omosessuale praticante.

Gioventù, nudità e sole affascinarono anche gli inglesi tanto che gli stereotipi nazionali tedeschi e anglosassoni furono praticamente identici, ma gli inglesi, specie dopo la prima mondiale, guardarono alla Germania come il paese in cui la teoria veniva messa in pratica.
Il nazionalismo inglese svolse un ruolo di minore importanza rispetto a quello tedesco nel tentativo di inglobare la riscoperta del corpo nella rispettabilità; l’ideale di virilità propagandato dalle scuole pubbliche inglesi definiva la virilità come asessualità, autocontrollo delle passioni esercitato sulla mente e sul corpo. L’influenza evangelica e quelle nazionali si compenetravano: fino alla seconda guerra mondiale la cappella era il centro della vita scolastica e un gentiluomo inglese era automaticamente un gentiluomo cristiano.
In Inghilterra, inoltre, venne data minore importanza all’aspetto esteriore del corpo, almeno fino alla prima guerra mondiale: quel che contava non erano le apparenze ma il comportamento adeguato.
Le influenze della Grecia classica si percepirono anche in Inghilterra, la riscoperta del corpo influenzò le percezioni letterarie e servì come sbocco alla rivolta dell’individuo contro la società; questa protesta, infatti, contro le convenzioni sociali, fu contenuta entro certi limiti.
La bellezza maschile fu privata della sua sensualità presunta ed integrata nella natura, soltanto con la guerra diventò una caratteristica dello stereotipo nazionale inglese; in Germania invece, la bellezza maschile come stereotipo nazionale, attraverso la nudità, ebbe grande successo ed infatti il fascismo si preoccupò del corpo nudo anche se cercò di salvaguardare la rispettabilità: il nazionalismo tedesco fornì l’ideale adeguato per sottrarre la sessualità alla riscoperta del corpo che aveva accompagnato la rivolta di fin de siècle contro gli usi e costumi tradizionali, riportandola alla sua funzione consueta: mantenere la distinzione tra normale e anormale, tra salute e malattia.
Il nazionalismo moderno si costruì sull’ideale di virilità e anche se propose un ideale femminile questo fu soprattutto passivo, simbolo delle forze immutabili che la nazione rifletteva; incoraggiò invece il legame maschile, il männerbund che però, rappresentava un pericolo per la rispettabilità che la nazione si supponeva preservasse: questo legame fu rinvigorito dalla riscoperta del corpo e l’eros maschile tese a diventare un’ossessione costante del nazionalismo moderno.
L’ideale di virilità fu una componente vitale del nazionalismo e della rispettabilità, che serviva come principio stimolante e come modello di bellezza che trascendeva quella sessualità e sensualità che avevano dovuto essere trasferite dell’individuo alla società e allo stato.
Il nazionalismo moderno tedesco, invece si riteneva fondato su una comunità di uomini ed è per questo che le relazioni tra gli uomini divennero uno dei suoi interessi principali: la storia dell’amicizia fu l’anima di questa relazione e definì il carattere del männerbund, un’associazione basata sull’affinità piuttosto che sulle esigenze di un’autorità più alta come lo stato.
È ora il momento di approfondire il tema dell’amicizia e del nazionalismo.