Europa madre o matrigna?

Dai giornali di questi giorni si ricava una descrizione poco entusiasmante dell’Europa, lacerata dall’indecisione su quali strade imboccare per sostenere i paesi più colpiti dalla crisi del coronavirus.

Rimango dell’idea che serva più Europa, come arrivarci non saprei, d’altronde i politici sono pagati per pensare a soluzioni, che ci pensino loro.

Quello che noto è la mancanza di solidarietà nei confronti dell’Italia: l’opposizione agli eurobond ne è la testimonianza palese ma, d’altra parte, come dar torto agli arcigni paesi nordici?

Siamo un paese inaffidabile, questo è il macigno che ci ostacola: il paese con un debito pubblico pauroso e nessuna politica seria per metterci un freno e che ha una classe politica che è forgiata nella logica di demolizione dell’avversario, mai di costruzione.

L’idea di eredità è una buona idea, soprattutto a babbo vivo: ricevo in anticipo il possesso di tutti i beni perché ne goda, li accresca e li trasmetta, con la stessa logica, ai successivi eredi; siamo all’opposto del tanto peggio tanto meglio che è stato il pensiero dominante di tanta politica italiana.

Chi, oggi, abbia intenzione di costruire qualcosa sicuramente non si mette a fare attività politica perché la politica è divenuta una sorta di tiro al bersaglio che mi ricorda quelle attrazioni, nelle fiere di paese di un tempo, dove si tiravano delle palle contro le effigi di personaggi con lo scopo di abbatterli.

Ma nemmeno l’Europa rappresenta una garanzia perché pare che la debilità del pensiero sia equanimemente diffusa in tutto il territorio del continente come la brexit e la gestione dell’emergenza sanitaria attuale stanno mostrando.

Le derive autoritarie ungheresi (una follia inaccettabile), le elezioni polacche, la gestione francese dell’emergenza a tacere di quella spagnola, le chiusure economiche tedesche ed olandesi, il comportamento del Tirolo (il comune di Ischgl in particolare) e quindi dell’Austria, l’elenco di comportamenti a dir poco inopportuni sarebbe lungo (ricordiamo lo Zingaretti dell’aperitivo a Milano).

E all’estero? La Gran Bretagna della brexit è lì a mostrare che la loro classe dirigente ha subito la nexit (esodo in massa dei neuroni) sulla scorta del mitico Donald che fa sembrare uno statista anche il nostro di Maio (sto scherzando eh).

Paradossi della democrazia, d’altronde le alternative sarebbero ben peggiori del male, quindi teniamoci stretta la democrazia.

Quanto all’Europa, credo sia evidente che qualcosa non funziona, ne approfitteranno per cambiare qualcosa una volta terminata l’emergenza? Accetto scommesse in proposito ma sono convinto che non cambierà nulla.

Nel frattempo noi dovremo ringraziare Cina e Russia che benevolmente ci hanno inviato i loro medici in aiuto e lo hanno fatto gratuitamente, perché sono governi caritatevoli che sicuramente non si attendono nessuna contropartita.

Mi sembra di essere una sardina (a proposito che fine hanno fatto? distanziati come devono stare hanno perso la voce?) che cerca riparo nel banco il quale, poco astutamente, se ne scappa da un’altra parte lasciandoci soli a cinguettare con due simpatici e caritatevoli pescecani.

Poi c’è chi si lamenta dei sovranisti.

Parma, 5 aprile 2020, domenica delle Palme

 

 

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