Oggi si è realizzato un piccolo sogno che coltivavo da anni; per chi si chiede se sia l’andarmene da Modena, la risposta è no, questo desiderio è ben più antico (non che ometta di coltivare il desiderio più recente, anzi).
Anni fa sognavo di avere, davanti a casa, in giardino, un ciliegio; oggi un ciliegio l’abbiamo comperato davvero, in versione nana, quanto prima lo pianteremo nell’orto e non vedo l’ora che il prossimo anno inizi a fruttificare.
Ho letto il post di Giacomo Contri di oggi, intitolato “andare in giro”; lo cito perchè, nell’estrema sintesi mi pare bellissimo:
“Designa un errare che non erra.
Lo fa l’uomo colto, fa colto l’uomo.
Lo fa l’uomo sensato a partire da bambino, che va in giro.
È la tecnica psicoanalitica, andare in giro con la mente.
È la soluzione che la fissazione – impuntamento, incaponimento – proibisce.
È assenza di presupposti adottati come apparato percettivo.
È la realtà come fonte di eccitamento, inizio del moto.
È giornalismo.”
Pensando ai miei sogni, frequenti ultimamente come non mai, mi veniva proprio in mente l’andare in giro perchè ogni sogno è diverso dall’altro, secondo una libertà che non sono capace di concedermi durante la veglia.
Anche le mie letture recenti hanno spaziato con questo criterio: dai libri di Matteo Nucci “Le lacrime degli eroi” e “Il toro non sbaglia mai”, ad Adriano della Yourcenar a “Partigia” di Luzzatto, ad, ancora gli articoli sempre di Nucci.
Così anche per i fiori, la mia scelta non è mai armonica, predeterminata, ma si lascia coinvolgere, ogni volta dall’emozione suscitata in quell’istante.
A casa mi ritrovo varie tipologie di fiori, forse non ben amalgamati tra loro, ma che a me piacciono tantissimo. Lo considero un risultato positivo per chi è tendenzialmente un sistematizzatore.
Lo scrivere qui, in fondo, è lo stesso, una forma di giornalismo personale, ma a disposizione di chiunque.